I più grandi campioni di calcio in Italia

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Il fascino dell’Italia a livello calcistico è un po’ in declino negli ultimi anni, ma fino a non molto tempo fa le cose erano ben diverse; c’è stato un periodo, fra gli anni Ottanta e i Novanta, in cui l’Italia era l’eldorado del pallone, e tutti i più grandi campioni internazionali militavano nelle squadre nostrane. Un periodo d’oro per il Bel Paese, durante il quale le società italiane fecero man bassa di trofei, grazie all’apporto di giocatori dalle qualità straordinarie. Andiamo a vedere quali sono stati i più grandi campioni di calcio in Italia.

Diego Armando MaradonaImpossibile non cominciare questa breve rassegna con uno dei calciatori più grandi di tutti i tempi – per molti senza dubbio il migliore – vale a dire Diego Armando Maradona. La dimostrazione della forza del calcio italiano all’epoca la dà proprio l’ingaggio di Maradona, nel ’84 campioncino in divenire inseguito da grandi squadre in tutta Europa e preso dal Napoli, una società che stazionava a centro classifica. Con Maradona i partenopei vincono due scudetti e una Coppa Uefa, e il sinistro del “Pibe de Oro” fa sognare un’intera città, regalando gioie e trionfi mai vissuti prima e tuttora non replicati.

A beneficiare delle magie di Maradona non fu solo il Napoli ma anche l’Argentina, che grazie a lui conquistò il mondiale del 1986. Qualche anno prima giunse in Italia un altro numero dieci straordinario: Michel Platini, che vestì la maglia della Juventus. Meno “magico” rispetto a Maradona, ma anche lui in grado di entrare nella ristrettissima cerchia dei migliori di tutti i tempi. Con la Juventus vinse tutto quello che c’era da vincere in Italia e in Europa e proprio nei suoi anni bianconeri seppe conquistare ben tre Palloni d’oro consecutivi.

Marco Van BastenGrande rivale di Maradona alla fine degli anni ’80 fu Marco Van Basten, centravanti atipico poiché dotato di un’eleganza e una classe fuori dal comune. Bellissimo da vedere sul rettangolo verde – non a caso fu soprannominato “Il cigno” – era anche terribilmente efficace e capace di segnare in molti modi diversi. Un giocatore formidabile eppure al tempo stesso inespresso a causa di una caviglia maledetta che lo costrinse al ritiro anticipato, senza però impedirgli di conquistare grandi successi col Milan e con la nazionale olandese, segnando reti spettacolari.

Zico era una delle punte di diamante del Brasile anni Ottanta, squadra eccezionale ma che non vinse nulla, a dimostrazione di quanto sappia essere beffardo il calcio. Sbarcò in Italia nel 1983: come per Maradona, ad attenderlo non c’era una grande squadra ma una società che sgomitava a centro classifica, l’Udinese. Non fu capace di far fare il salto di qualità sperato ai bianconeri friulani, ma per due anni regalò prodezze e magie, soprattutto su punizione, incantando i tifosi dell’Udinese.

I fuoriclasse, però, non erano soltanto stranieri: uno dei più forti difensori della storia è stato Franco Baresi, libero e capitano del Milan che conquistò l’Italia e l’Europa con Sacchi e Capello. Un difensore cresciuto nella scuola italiana ma in grado di interpretare alla perfezione i cambiamenti di un calcio che proprio in quel periodo si stava evolvendo a livello tattico; divenne simbolo del fuorigioco altissimo che applicava il Milan e che faceva venire il mal di testa agli attaccanti avversari. Baresi fu talmente grande che nel momento in cui decise di appendere al chiodo gli scarpini, il Milan ritirò la sua maglia numero 6, consegnandola al mito.