I più bei gol della storia del calcio mondiale

scommesse 0 Comments
scommesse sportive

Magari un giorno – chissà – anche i capolavori realizzati su un campo di calcio verranno considerati delle opere d’arte vere e proprie, e i filmati esposti in moderne gallerie accanto a quadri e sculture. Forse già oggi, in effetti, alcuni gol sono in grado di emozionare più di un’opera d’arte: vediamo quali sono i più bei gol della storia del calcio mondiale, quelli capaci di incantare ogni volta che li si rivede. Il più bello in assoluto è stato definito “gol del secolo”, e finora è rimasto ineguagliato.

Parliamo della meravigliosa rete di Maradona in Argentina-Inghilterra ai mondiali ’86: forse per farsi perdonare il gol di mano di pochi minuti prima, il “Pibe de Oro” si inventò una cavalcata stupefacente, partendo dalla propria metà campo per poi saltare in dribbling quattro avversari più il portiere e mettere in rete. Una corsa splendida nella metà campo inglese, dritto verso la porta, con la palla sempre incollata al piede e i rivali saltati come fossero paletti in uno slalom irresistibile. Quel giorno Maradona scrisse la storia del calcio.

Accanto al dieci argentino non poteva mancare quello brasiliano, Pelè, capace anche lui di reti memorabili. Nel mondiale ’70 “O’Rey” aprì la finale fra Brasile e Italia con un gol impressionante: un’elevazione incredibile, per uno non altissimo come lui, grazie alla quale riuscì a sovrastare Burgnich (che tentò anche di ostacolarlo con un braccio) per andare a colpire di testa e infilare il pallone alle spalle di Albertosi. Un gesto atletico sorprendente a dimostrazione dell’incredibile repertorio di colpi dell’asso brasiliano. Per la cronaca, quella partita la vinse il Brasile per 4-1.

Altra finale, altra prodezza: negli Europei dell’88 si incontrarono nell’atto conclusivo Olanda e Russia e Van Basten mise a segno una rete fantastica. Il cross che arriva da sinistra sembra solo un modo per mettere al centro il pallone, ma è troppo lungo, indirizzato verso la linea del lato corto opposto dell’area. La posizione è defilatissima, ma Van Basten ha già in mente la soluzione: splendida coordinazione e destro al volo, il pallone scavalca il portiere russo e finisce in rete a fil di palo. Persino gli avversari restano meravigliati.

Di nuovo finale, questa volta di Champions League: è il 2002 e Zidane gioca da appena un anno nel Real Madrid. Roberto Carlos dalla sinistra alza a campanile un pallone diretto a spiovere al limite dell’area. Lì si trova Zidane, tutto solo: avrebbe il tempo di fare almeno mezza dozzina di cose diverse, sceglie la più difficile; si coordina e calcia al volo, di sinistro, impattando alla perfezione il pallone che finisce dritto sotto l’incrocio, scavalcando il portiere. Chapeau, Zizou.

La stella di Roberto Baggio si accese in ambito internazionale durante i mondiali del 1990, grazie al gol all’allora Cecoslovacchia. Il “Divin codino” mise la sua firma su una delle notti magiche ricevendo palla sulla linea di centrocampo, triangolando di prima con un compagno, saltando un avversario che era entrato in scivolata, evitandone un altro con una finta di corpo per liberarsi lo spazio al tiro e calciando con un destro secco che spiazza il portiere, illuso dal movimento di Baggio che quest’ultimo avrebbe calciato dalla parte opposta. Una prodezza che fece scomporre anche il compassato Pizzul durante la telecronaca.